ISBN: 979-12-5718-191-8
Collana: Linferno -
Ogni paese conserva un nome che nessuno pronuncia senza abbassare la voce. Nella Romagna quel nome è Passatore. 1851. Il tempo è fermo e la miseria ha scavato un solco profondo. Il governo pontificio soffoca ogni fermento rivoluzionario. Gendarmi e austriaci presidiano le strade. Stefano Pelloni, ventisette anni e una taglia di duemila scudi sulla testa, capeggia una banda di contadini e fuorilegge. Colpisce nelle campagne e nelle cittadine, rapina, uccide. E a ogni colpo cresce la sua fama, sospesa tra il terrore di chi lo incontra e il mito di chi lo vede come un vendicatore. Lui non obbedisce a una causa, né a una legge. Segue un codice suo, capace di generosità inattesa e ferocia improvvisa. A dargli la caccia è il capitano Michele Zambelli, deciso a spezzare la banda e a recidere, una dopo l’altra, le protezioni che la tengono in vita. Spie, tradimenti, arresti e condanne trasformano quella terra aspra e selvatica in un campo di battaglia. Lo scontro tra i due si fa personale e senza tregua. Il bandito non è soltanto un uomo. È il nome che un popolo affamato ha trasformato in leggenda, riflesso delle sue paure e delle sue speranze. Con una scrittura tesa, essenziale, l’autore restituisce a Stefano Pelloni la sua dimensione più schietta e inquietante: né eroe né semplice criminale, ma l’uomo nato in un tempo in cui il confine tra giustizia e violenza, legge e arbitrio, si fa sottile. E distinguere il bene dal male è più difficile di quanto sembri.
| Il bandito sono me 11/11/2026 18:00 - Bologna |